Il comandante Rolando ha lasciato questo mondo

Nino De Marchi “Rolando” in divisa da sottufficiale di artiglieria alpina alla vigilia dell’8 settembre 1943

Nino De Marchi “Rolando”, Cansiglio 2015

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Questa notte intorno all’una è mancato Nino De Marchi, classe 1920. Sottotenente di artiglieria Alpina a Belluno, con l’otto settembre decise di partecipare alla resistenza nel Vittoriese e in Cansiglio in qualità di comandante partigiano nell’Alpago con il nome “Rolando”, prima della brigata Bixio e successivamente della F.Bandierafratelli bandiera. A lungo presidente dell’Anpi di Conegliano. È stato per lungo tempo presidente del CAI Conegliano e padre di Giuliano (grande accademico caduto nell’Antelao circa 10 anni fa). Lo ricordiamo con grande stima e affetto. Le nostre più sentite condoglianze alla figlia Daniela, alla nuora e nipoti.

Questa è la prefazione di Alessandro Casellato al libro “Partigiani in montagna”, che raccoglie un intervista a “Rolando”:

Rolando aveva poco più di vent’anni quando comparve la prima volta. Faceva vita selvatica, in mezzo ai monti e ai boschi, tra l’Alpago e il Cansiglio. Ma era un cavaliere, dall’animo nobile e dai puri ideali. Andò alla guerra per combattere uno straniero invasore. Ebbe compagni coraggiosi, che amò fraternamente, e avversari tenaci, verso i quali fu magnanimo. Superò prove terribili, inseguimenti, freddo e fame. Le stelle gli furono propizie: sopravvisse alla pallottola che lo trafisse, sfuggì al tradimento di chi credeva amico. Fu aiutato da donne forti come querce, che lo protessero e lo sfamarono, e da guerrieri venuti da lontano, parlanti lingue sconosciute, che gli insegnarono canzoni dolcissime. Vinse la guerra, poi tornò a casa. Sulla via del ritorno un uomo di malaugurio gli attraversò la strada e lo mandò all’ospedale. Da allora se ne persero le tracce.
La storia di Rolando me l’ha raccontata un vecchio signore che si chiama Nino De Marchi, che in quel tempo remoto gli fu vicino, molto vicino, e che sostiene di averlo incontrato ancora, tra altre montagne, in giro per il mondo.
Nino De Marchi è nato a Conegliano nel 1920. Il nonno, Giovanni, faceva l’orologiaio. All’inizio del ’900 i suoi tre figli aprirono una piccola fabbrica di biciclette, la Columbia; dopo la guerra le affiancarono un negozio di materiale elettrico. Nel ’37 il padre di Nino, Giuseppe, si mise in proprio con un magazzino all’ingrosso, sempre di cose elettriche. Nel frattempo aveva sposato Elide, che avendo perso il padre in età giovanile, fu cresciuta come una figlia da un professore di ginnastica e calligrafia che si era fatto un nome come disegnatore di carte geografiche. Elide aveva un grande amore per la montagna, al quale educò i suoi due figli sin da piccolissimi. Giuliano, il maggiore, era del ’18; aveva la passione degli aeroplani; frequentò l’Accademia Aeronautica di Caserta, divenne pilota e morì a 24 anni, in azione di guerra, nel cielo di Malta. Nino, invece, fece i suoi studi a Conegliano, poi al “Riccati” di Treviso, e infine all’istituto Enologico di Conegliano, con l’idea di iscriversi poi alla facoltà di Agraria per diventare ispettore forestale. Come studente universitario riuscì a rinviare la chiamata alle armi fino al ’42. Poi seguì il corso allievi ufficiali presso il Reggimento di Artiglieria alpina di Merano. L’8 settembre lo colse in una caserma di Belluno. Alla stagione partigiana ha dedicato un libro di “Memorie. 1943-1945”, scritto in vecchiaia (stampato in proprio nel 2001, ristampato l’anno dopo a Vittorio Veneto dal locale Istituto per la storia della Resistenza).
Dopo la guerra Nino si dedicherà allo studio, concludendo l’università, al lavoro, prendendo in mano l’azienda paterna, e alla famiglia. Della sua giovinezza avventurosa gli rimarrà il gusto di arrampicare; alle sue care montagne dedicherà un altro piccolo libro di fotografie e ricordi (stampato in proprio nel 2006). Oggi ha 86 anni(nel 2007 n.d.r.), vive da solo in una bella casa a Conegliano, circondata da una vigna e piena di vecchie cose. E’ da sempre iscritto all’Anpi, e orafa anche parte del Comitato direttivo dell’stituto per la storia della Resistenza di Treviso.

Nino De Marchi “Rolando” non voleva sentir parlare di “guerra civile” (e aveva pienamente ragione)

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